Chi sono


Albergatore ambientalista, ladino, uomo di Natura


Sono nato in albergo. Non è una metafora: sono cresciuto tra le stanze, le cucine e le storie di Hotel La Perla a Corvara in Badia, nel cuore delle Dolomiti, fondato dai miei genitori Ernesto e Anni nel 1956. L’ospitalità non è diventata la mia professione per caso, è diventata una scelta consapevole, reiterata ogni giorno. E ogni giorno più radicale.

Sono albergatore ambientalista, ladino, uomo di natura. Con la mia famiglia gestisco Casa Costa 1956, un gruppo che segue i principi dell’Economia del Bene Comune: Hotel La Perla, membro di The Leading Hotels of the World e certificato GSTC, il Bio Alpine Hotel Gran Fodà, il Berghotel Ladinia nelle Dolomiti, e Hotel La Posta a Bagno Vignoni, in Val d’Orcia.

Sono presidente della Maratona dles Dolomites, la granfondo ciclistica che ogni anno raccoglie oltre 30.000 richieste per 8.000 partecipanti.

Ma il mio impegno va oltre: mi batto per una maggiore consapevolezza imprenditoriale in termini di solidarietà e salvaguardia dell’ambiente, per più silenzio e meno moto sui passi delle Dolomiti, per più coscienza e meno scempi.

Nel 2007 ho fondato con la mia famiglia la Casa Costa Foundation ETS, ente no profit che promuove e finanzia progetti di rigenerazione sociale, culturale e territoriale legati al turismo rigenerativo. Perché l’ospitalità non è riservata solo all’ospite pagante, ma anche a chi ha bisogno di una mano tesa.

Ho sbagliato spesso. Ho imparato di più. E non ho ancora finito.

Il mio scopo è rendere il turismo un atto umano, autentico e rigenerativo. Che rispetti i limiti e restituisca armonia tra persone, comunità e ambiente.

Camminare il mondo, non calpestarlo.

Cosa faccio


Scrivo, parlo, provoco.

Tengo un blog e una newsletter bimensile, dove racchiudo riflessioni su ospitalità, natura, impresa, attualità.

Dal 2023 conduco Costa Discordia — L’interruzione di Michil Costa, un podcast volutamente controcorrente con oltre 70 puntate, prodotto con salto.bz e disponibile su tutte le piattaforme.

Parlo di turismo rigenerativo, di un futuro possibile in cui anche il lusso va curato e non calpestato. Di imprese che restituiscono più di quanto prendono. Di montagne da attraversare con rispetto. Di ospitalità come atto umano, non come industria.
Lo faccio nelle conferenze nazionali e nelle fiere internazionali, in Confartigianato e nelle associazioni di categoria, nelle aziende di promozione turistica, nelle scuole e nelle formazioni aziendali. Ovunque ci sia qualcuno disposto ad ascoltare e a farsi qualche domanda scomoda.

Se avete bisogno di una voce che non si limiti a rassicurare, sono qui.

Pensiero


LA NATURA

Noi siamo natura, e abbiamo il dovere di vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda. Di relazionarci con la natura in un amore reciproco basato sul rispetto e la riconoscenza. Perché, allora, abbiamo dimenticato l’amore per noi stessi che siamo parte della natura andando a sfruttare, cementificare, rovinare, inquinare a tutto spiano e in ogni dove? Ecco che entrano in ballo le regole del gioco. Regole delle quali noi umani ci siamo dimenticati. Non un’unica regola alla quale saremmo condannati se non avessimo il libero arbitrio, ma una regola all’interno della quale ognuno in base a sensibilità e modi di agire dialoga con l’altro e con la natura. Questo, per me, è l’amore. Come mi ha insegnato quel tipo un po’ matto che si faceva chiamare Yeshua ‘salvezza’. E non lo diceva già Spinoza? Deus sive natura. Dio è tutt’intorno, e allora dimmi, come penso io, piccolo uomo di vivere senza natura? Lei se la caverà sempre, ma se io non amo, quella si scuoterà un pochetto e mi butterà giù. Stiamo come foglie al vento. E allora ho deciso di amare. E di fare ciò che voglio.

L’IMPRESA

Il profitto come unico scopo aziendale, è uno sbaglio di prospettiva. Ridiamo senso ai valori quali dignità umana, solidarietà, sostenibilità ecologica, giustizia sociale, trasparenza. Muniamoci di coraggio, l’Economia del Bene Comune è un’alternativa concreta al nostro sistema economico ormai obsoleto. Dobbiamo porci le domande giuste: come stanno i nostri collaboratori? Qual è il mio contributo al bene comune? Qual è il mio contributo al futuro di MadreTerra? Come sta il mio prossimo? Aiutare non è un optional, è un dovere.

L’OSPITALITÀ

Occuparsi dell’altro è piacere, non un effetto collaterale. E dobbiamo metterci l’amore che è vita vera, cioè verità. Dobbiamo essere radicali, cioè andare alla radix, alla radice delle cose. Fare l’albergatore non è solo un giro dentro l’ospitalità, è un giro dentro la radice dell’umanità. Perché l’uomo (e tantomeno l’albergatore) non è assoluto, ma è in comunione, in relazione.
Fare autenticamente l’albergatore significa non fermarsi davanti alla continua ricerca del giusto. E dov’è il giusto, chi lo stabilisce?

Amore significa non smettere di cercare, compensare in continuazione, adattare le azioni alla situazione, evitare scorciatoie e tenere sempre bene a mente la strada scelta, l’obiettivo da raggiungere: fare in modo che l’ospite torni da noi, perché sa che l’abbiamo amato. I clienti vengono e non tornano; sono gli ospiti a tornare e ogni albergatore ha l’ospite che si merita.